La Medicina Funzionale è una branca medica che studia, con approccio integrato, la risposta biologica allo stress. Di fondamentale importanza è la valutazione delle interconnessioni fra psiche e corpo. La classica suddivisione dell’essere umano in sistemi e apparati acquisisce un significato differente. Ogni singolo elemento del nostro organismo partecipa, con una risposta corale, al mantenimento dell’armonia. L’alterazione della funzione (da cui il termine funzionale) è il processo, mentre la malattia costituisce il punto di arrivo (Bland). La medicina funzionale è particolarmente efficace nel migliorare la qualità della vita in pazienti con disfunzioni o malattie croniche (Beidelschies). Il modello funzionale rispetta i canoni della Medicina delle 4 P essendo: predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa (Flores).  La Medicina Funzionale è quindi la medicina della persona, caratterizzata da una specifica individualità psichica, biochimica e fisiologica. L’approccio “funzionale” non può che essere olistico e personalizzato: una visione globale dell’essere umano che va oltre la la somma di cellule, tessuti e organi.

Alcune medicine olistiche

  • Medicina funzionale
  • Medicina tradizionale cinese
  • Medicina ayurveda
  • Medicina tibetana
  • Medicina antroposofica

I campi di disturbo in Medicina Funzionale

Gli esseri viventi sono sistemi aperti, che interagiscono con ambienti esterni e interni adattandosi continuamente anche a costo di cambiamenti per mantenere l’equilibrio sistemico (allostasi). La Medicina Funzionale, nell’intento di raggiungere la massima performance biologica, ricerca quegli elementi, chiamati campi di disturbo, che interferiscono con l’armonia del nostro organismo (Pasciuto). Per esemplificare: soggetti che vivono vicino a un aeroporto sono esposti al campo di disturbo fisico “inquinamento acustico” che inizialmente crea delle disarmonie funzionali e può sfociare, con il tempo, nell’ipertensione arteriosa e/o nell’infarto cardiaco. Il miglior provvedimento è quello di spostare l’abitazione in ambiente non rumoroso, operando quindi la rimozione del campo di disturbo, con riduzione dell’incidenza di eventi cardiovascolari.

Classificazione dei campi di disturbo

  1. Fisici (es: traumi meccanici, calore intenso, radiazioni ionizzanti)
  2. Chimici (es: metalli pesanti, pesticidi, additivi)
  3. Biologici (es: batteri, virus, parassiti)
  4. Psicosociali (es: lutti, separazioni, mobbing).

La matrice extracellulare in Medicina Funzionale

Dove si gioca la prima battaglia dei campi di disturbo? Fuori dalle cellule, in quell’ambiente denominato “matrice extracellulare”. Nel 2012, la prestigiosa rivista Circulation, pubblicò un articolo dedicato alla matrice extracellulare cardiaca. Wong e collaboratori, dopo averla analizzata con risonanza magnetica su 793 pazienti, dimostrarono una realtà clinica strabiliante. Nei pazienti con scompenso cardiaco e matrice extracellulare cardiaca malata aumentava drammaticamente la mortalità cardiovascolare. Gli autori conclusero che è fondamentale mettere in atto delle terapie centrate sulla matrice extracellulare cardiaca per ridurre sensibilmente i rischi (Wong). Purtroppo, articoli simili sono difficilmente reperibili nelle banche dati mediche. La Società Italiana di Medicina Funzionale (SIMF) già nel 1996 organizzava corsi dedicati al riequilibrio della matrice extracellulare: drenaggio, idratazione, regolazione del pH, rimozione delle tossine; solo per citare alcuni interventi.

La medicina funzionale e i ritmi neuro-endocrino-metabolici

A tutti i livelli di organizzazione biologica è possibile riscontrare eventi ripetitivi di tipo ritmico. Il nostro organismo interagisce con l’ambiente, seguendone i cicli. Il più famoso è quello circadiano, giorno-notte o sonno-veglia, che si realizza nelle 24 ore. Il nostro ritmo circadiano è regolato da un potente sincronizzatore, il nucleo soprachiasmatico, una formazione di neuroni, piccola come la punta di uno spillo e situata strategicamente sul chiasma ottico, l’intersezione dei due nervi ottici (Maggio). Quale migliore posizione se non quella deputata a ricevere le informazioni sulla luce? Il rispetto dei ritmi biologici è fondamentale per la salute e la Medicina Funzionale se ne interessa in maniera particolare.

Le cinque A della Medicina Funzionale

La medicina funzionale interviene attraverso l’eliminazione dei campi di disturbo e il potenziamento della capacità di rispondere allo stress (resilienza). I principali interventi “funzionalisti” si basano su cinque pilastri che iniziano con la lettera A:

  1. Alimentazione e integrazione
  2. Attività fisica
  3. Armonia psicofisica
  4. Ambiente
  5. Alleanza medico-paziente

La Medicina Funzionale e la Medicina Convenzionale

La Medicina Funzionale non è in contrapposizione alla Medicina Convenzionale, piuttosto ne integra le conoscenze, fornendo innovativi modelli diagnostico-terapeutici. Piuttosto che focalizzarsi su sintomi, segni, esami di laboratorio e strumentali, alla ricerca della malattia, la Medicina Funzionale valuta le capacità reattive dell’individuo, evidenziando precocemente le alterazioni funzionali. La salute è intesa come un equilibrio biologico dinamico che fornisce gli elementi per affrontare con efficacia i campi di disturbo. A tale scopo, la Medicina Funzionale tiene in considerazione fattori come la qualità del sonno, la nutrizione, l’epigenetica, l’esercizio fisico, l’inquinamento ambientale, lo stress psicosociale.

Le associazioni di Medicina Funzionale

In Italia la Medicina Funzionale è stata introdotta soprattutto dalla Società Italiana di Medicina Funzionale (SIMF) già a partire dal 1996, data di creazione della scuola triennale di formazione in questa disciplina. La SIMF nel 2017 opera un prodigioso cambiamento e diventa: Associazione Italiana di Medicina Funzionale (AIMF Health – http://www.aimfhealth.it/it/), società scientifica riconosciuta dal Ministero della Salute. L’AIMF Health promuove la cultura della Medicina Funzionale in Italia attraverso la scuola biennale, il corso di alta formazione e numerosi convegni su tutto il territorio italiano (link al primo articolo del blog). Un’importante associazione americana, l’Institute of Functional Medicine (IFM – https://www.ifm.org/ ) è molto attiva nella promozione della Medicina Funzionale in ambito internazionale.

Conclusioni

La Medicina Funzionale rappresenta oggi un valido modello di approccio alla salute, dove convergono elementi innovativi centrati sulla persona che diventa partecipe e alleata del medico nel mantenere il proprio benessere. L’AIMF Health è l’associazione scientifica che si distingue maggiormente nel promuovere la conoscenza e l’impiego della Medicina Funzionale in Italia.

Bibliografia:

Beidelschies Michelle et al. Association of the Functional Medicine Model of Care With Patient-Reported Health-Related Quality-of-Life Outcomes. JAMA Netw Open. 2019 Oct 2;2(10):e1914017.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31651966

Bland Jeffrey. Defining Function in the Functional Medicine Model. Integr Med (Encinitas). 2017 Feb; 16(1): 22–25. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5312741/

Flores Mauricio et al. P4 medicine: how systems medicine will transform the healthcare sector and society. Per Med. 2013;10(6):565-576. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25342952

Maggio Carlo. “Ritmi neuro-endocrino-metabolici” in: “Medicina Funzionale Regolatoria. L’arte dell’equilibrio biologico”, di Bellabona Fausto et al. SIMF (Società Italiana di Medicina Funzionale) – Lesmo (MB) – Italia, 2014

Maggio Carlo. “I ritmi circadiani in Medicina Funzionale” in: “Guida alla Medicina Funzionale”, di Massimo Spattini e Enrico Bevacqua. Edra S.p.A. Milano, 2019

Pasciuto Antonello. “Campi di disturbo: diagnosi e terapia” in: “Medicina Funzionale Regolatoria. L’arte dell’equilibrio biologico” di Bellabona Fausto et al. SIMF (Società Italiana di Medicina Funzionale) 2014 – Lesmo (MB) – Italia

Wong Timothy C et al. Association between extracellular matrix expansion quantified by cardiovascular magnetic resonance and short-term mortality. Circulation. 2012 Sep 4;126(10):1206-16.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22851543